Nutrizione in allattamento: tra falsi miti e verità
- Dott.ssa Claudia Pernice

- 18 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 23 giu
A cura della Dott.ssa Claudia Pernice
Il latte materno è molto più di un semplice alimento: è un sistema biologico “vivo”, capace di adattarsi continuamente ai bisogni del neonato. Contiene non solo nutrienti come grassi, proteine e zuccheri, ma anche cellule immunitarie, ormoni e microbiota, fondamentali per la crescita e la salute futura del bambino.

La sua composizione cambia durante la giornata, nel corso della poppata e con la crescita del neonato, rendendolo un alimento unico e non completamente riproducibile dai latti formulati, che restano comunque valide alternative quando necessarie.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento esclusivo per i primi sei mesi di vita e la prosecuzione, insieme allo svezzamento, fino ai due anni e oltre, se mamma e bambino lo desiderano. In questo momento delicato della vita, è importante sostenere la mamma anche dal punto di vista alimentare.
Infatti, durante l’allattamento il fabbisogno energetico della mamma aumenta di circa 500 kcal al giorno. Cresce anche la necessità di proteine, vitamine e acidi grassi essenziali, in particolare DHA, importante per lo sviluppo neurologico del bambino.
Per questo motivo, la dieta della mamma deve essere varia, completa ed equilibrata, includendo:
● carboidrati complessi (pane, pasta, riso, cereali, patate);
● proteine di buona qualità,
● grassi buoni, come l’olio extravergine d’oliva;
● abbondante acqua.
È normale avvertire più fame, soprattutto desiderio di cibi dolci, ma è importante scegliere alimenti nutrienti ed evitare un eccesso di prodotti ultra-processati.
Fondamentale anche l’idratazione: in allattamento si raccomanda di bere circa 700 ml di acqua in più al giorno.
Intorno all’allattamento esistono ancora molte convinzioni errate. Tra le più comuni:
● non esistono alimenti che “fanno aumentare il latte”;
● allattare non fa ingrassare di per sé;
● la birra non aumenta la produzione di latte e l’alcol va evitato;
● il latte materno non diventa “meno nutriente” con il tempo.
Molte mamme, inoltre, eliminano alcuni alimenti pensando che siano la causa delle coliche del neonato. In realtà, le evidenze scientifiche mostrano che le coliche sono un fenomeno multifattoriale legato soprattutto all’immaturità intestinale e neurologica del bambino.
Il latte materno non è una copia diretta degli alimenti consumati dalla madre e, nella maggior parte dei casi, non esiste una correlazione precisa tra dieta materna e coliche. Per questo le linee guida scoraggiano diete restrittive inutili durante l’allattamento, che possono aumentare stress e senso di colpa nella madre.
Solo in casi specifici, come sospette allergie alle proteine del latte vaccino, è necessario il confronto con il pediatra.
L’allattamento non richiede perfezione, ma equilibrio e serenità: una mamma ben nutrita e correttamente informata potrà viverlo con maggiore tranquillità, senza farsi condizionare da falsi miti ancora troppo diffusi al giorno d’oggi.
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