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La merenda nei bambini: come renderla equilibrata senza rigidità

  • Immagine del redattore: Dott.ssa Sara Gentile
    Dott.ssa Sara Gentile
  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

A cura della Dott.ssa Sara Gentile - Dietista Nutrizionista


Tra scuola, sport, compiti e pomeriggi sempre più pieni, la merenda rappresenta spesso un momento fisso nella giornata dei bambini. Eppure è anche uno dei pasti che genera più dubbi nei genitori: cosa proporre? Meglio il dolce o il salato? Le merendine vanno eliminate? E soprattutto, qual è davvero il ruolo della merenda nell’alimentazione di un bambino?



Negli anni, attorno a questo momento si sono create regole rigide, paure e sensi di colpa che rischiano di complicare qualcosa che dovrebbe invece rimanere semplice. La merenda non deve essere perfetta, ma equilibrata, sostenibile e adatta ai bisogni reali del bambino.


Dal punto di vista nutrizionale, la merenda ha la funzione di distribuire meglio l’energia durante la giornata, evitando di arrivare ai pasti principali con una fame eccessiva. Nei bambini, che hanno fabbisogni energetici elevati ma uno stomaco ancora piccolo rispetto all’adulto, gli spuntini possono avere un ruolo importante, soprattutto quando le giornate sono lunghe o ricche di attività.


Questo però non significa proporre continuamente cibo. Uno degli aspetti più importanti dell’educazione alimentare è aiutare il bambino a riconoscere fame e sazietà, imparando gradualmente ad ascoltare i propri segnali corporei. Quando il cibo viene offerto automaticamente in ogni momento della giornata, magari per noia, abitudine o per gestire emozioni e capricci, il rischio è che il bambino perda contatto con queste sensazioni naturali.


Anche per questo motivo, la qualità della merenda conta più della ricerca della “perfezione”. Una merenda equilibrata dovrebbe riuscire a dare energia senza essere eccessiva, inserendosi armoniosamente nel resto della giornata alimentare. Frutta fresca, yogurt, pane con una crema spalmabile semplice, frutta secca quando l’età lo consente, prodotti da forno casalinghi o combinazioni semplici e pratiche possono essere ottime alternative quotidiane.


Allo stesso tempo, è importante evitare una visione troppo rigida. Demonizzare alcuni alimenti o classificare il cibo come “buono” o “cattivo” rischia di aumentare curiosità e desiderio verso ciò che viene proibito. Una merendina confezionata consumata occasionalmente non compromette l’equilibrio alimentare di un bambino, così come un’alimentazione sana non si costruisce attraverso il controllo assoluto del singolo alimento. Ciò che conta davvero è la frequenza, il contesto e l’equilibrio complessivo delle abitudini nel tempo.


Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda l’organizzazione familiare. La merenda ideale non è quella perfetta sui social, ma quella che una famiglia riesce realisticamente a mantenere nel quotidiano senza stress. La semplicità, nella maggior parte dei casi, è la scelta più efficace e sostenibile.


Anche il modo in cui si parla del cibo ha un peso importante. Frasi come “questo non si può mangiare” oppure “te lo meriti perché hai fatto il bravo” attribuiscono agli alimenti significati emotivi che possono influenzare il rapporto con il cibo nel tempo. La merenda dovrebbe rimanere un momento sereno, parte naturale della routine quotidiana e non una ricompensa o una concessione speciale.


Educare all’equilibrio significa proprio questo: accompagnare il bambino verso abitudini sane senza creare ansia o eccessivo controllo. Perché l’obiettivo non è costruire una dieta perfetta, ma aiutare i bambini a sviluppare nel tempo un rapporto positivo, vario e consapevole con il cibo.

 
 
 

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